A poche miglia dalle coste della Toscana c’è un microcosmo tutto da scoprire, sono le isole: Elba, Gorgona, Capraia, Pianosa, Montecristo, Giglio, Giannutri, paradisi ancora intatti, dove calette solitarie e mare pulito fanno da cornice a una natura incontaminata e rigogliosa.

 

ELBA
E’ l’isola più grande dell’Arcipelago Toscano e la terza d’Italia; ha sei porti e un’infinità di calette e approdi. La sua costa è molto frastagliata e ricca di golfi, insenature, promontori. Lungo il suo perimetro si alternano spiagge vaste, selvagge e nascoste. Da quelle molto note e attrezzate a quelle meno conosciute perché accessibili solo dal mare, come Cala dei Frati, riservata a pochi, o le Ghiaie e la Paludella. Il mare che la lambisce ha delle colorazioni stupende ma è sempre limpido e trasparente, e può digradare lentamente in una spiaggia di sabbia come a Lacona, a Marina di Campo o a Fetovaia, oppure può sprofondare a picco come a Punta Nera o a Punta dei Ripalti. Per gli appassionati della barca non c’e che l’imbarazzo della scelta viste le numerose rade e i porticcioli turistici a cui poter approdare.

GORGONA
E’ la più settentrionale dell’arcipelago ed è situata quasi di fronte a Livorno, immersa in un mare cristallino e incontaminato.
Ha un aspetto selvaggio, a tratti ingentilito da macchie verdi di pini, cipressi e ulivi.

CAPRAIA
E’ un’isola interamente vulcanica, la costa ha pareti e pietraie che precipitano sul mare; nella parte orientale la costa discende più dolcemente con valli e vallette. Le imbarcazioni hanno vita facile nelle cale del Porto Vecchio, del Ceppo e della Mortola, tutte abbastanza riparate ed ospitali.
Le acque che circondano l’isola sono molto limpide e ricche di pesce.

PIANOSA
Per la sua conformazione è completamente diversa dalle altre isole dell’arcipelago, è infatti piatta e uniforme.
E’ invece simile ad esse nei colori, dovuti alle macchie di vegetazione che si confondono con le rocce.
Circondata da un mare incontaminato, l’unica zona balneabile è la bella spiaggia di Cala Giovanna, da cui si possono raggiungere i resti dei Bagni Termali di Agrippa del primo secolo d.C.

MONTECRISTO
E’ interamente montuosa; il suo suolo, che viene percorso da abbondanti acque sorgive, è coperto da pini, lecci e da una folta vegetazione mediterranea. Circondata da fondali molto profondi, è praticamente inaccessibile, sia il transito che lo sbarco sono proibiti, perciò solo dal mare si può ammirare questo gioiello della natura.

GIGLIO
E’ la seconda isola dell’arcipelago toscano, per dimensioni. Arrivandoci in barca si può evitare la parte più affollata del Sud, per approdare a quella selvaggia e lontana dal clamore della zona Nord Ovest.
Una baia tranquilla è quella di Canelle, splendida la baia di Campese per poi scendere fino alla punta più meridionale, dove c’è un faro con portata di 24 miglia.

GIANNUTRI
E’ un’oasi ancora intatta, non di rado in mare aperto si possono incontrare delfini e balenotteri. E’ chiamata anche l’isola dei gabbiani per la moltitudine di nidi che vi si trovano. Il mare è un paradiso per i sub appassionati di archeologia: a Cala del Lino si possono visitare antichi relitti di navi romane.
Gli unici approdi possibili, a causa del Parco Naturale e delle scogliere che la circondano, sono a Cala Spalmatoi che è un’ insenatura piuttosto ampia e ben ridossata da quasi tutti i venti, anche se i fondali arrivano a 30m. e Cala Maestra, che al contrario è piccola e stretta.
PROMONTORIO DELL’ARGENTARIO
Il promontorio dell'Argentario è un promontorio della provincia di Grosseto, bagnato dalle acque del Mar Tirreno e della Laguna di Orbetello. Si trova lungo la costa toscana a est dell'Isola del Giglio e a nord di Giannutri. Il punto più alto raggiunge i 635 metri s.l.m. sulla vetta del Monte Telegrafo. Al pari del promontorio di Piombino e di altri promontori minori, anche l'Argentario era originariamente un'isola, che nel corso dei secoli si è venuta a trovare collegata alla vicina terraferma, per il sollevamento prima del Tombolo della Feniglia (azione delle correnti marine) e poi anche del Tombolo della Giannella (materiale di accumulo proveniente dal vicino fiume Albegna). Una volta unito alla terraferma dai due cordoni di sabbia, la parte interna del promontorio compresa tra di essi si è venuta a trovare bagnata dalla Laguna di Orbetello, la cui origine è stata coeva ai processi che hanno determinato la trasformazione dell'Argentario da isola a promontorio.
PORTO SANTO STEFANO
Porto Santo Stefano è il capoluogo del comune di Monte Argentario, in provincia di Grosseto. Con Porto Ercole costituisce uno dei 2 abitati maggiori che formano il comune. La località si trova sul lato nord-occidentale del Promontorio dell'Argentario, a poco più di 40 km a sud-est di Grosseto, a circa 10 km a sud-ovest di Orbetello e circa 12 da Porto Ercole. La cittadina si suddivide in 4 rioni storici, tutti con un gonfalone proprio: Croce, Fortezza, Pilarella e Valle. Tra le manifestazioni più importanti che si tengono a Porto Santo Stefano uno dei più rilevanti è il "Palio marinaro"; una regata remiera annuale di 4.000 m. (con imbarcazioni dette "guzzi") che si tiene ogni ferragosto fra i 4 rioni santostefanesi. Il palio, iniziato nel 1937 ed interrotto dal 1940 al 1944, a causa della seconda guerra mondiale, vede nell'albo d'oro 22 vittorie del rione Pilarella, 18 di Croce (2004), 15 di Valle e 12 della Fortezza.
PORTO ERCOLE
Porto Ercole si trova sul lato orientale del Promontorio dell'Argentario. Paesino arroccato su un piccolo golfo ha un bel porticciolo e vanta numerosi monumebnti storici. Tra le attrazioni, la "Notte dei Pirati" è una manifestazione che si tiene dal 2007 tra marzo o aprile, in cui ci si maschera da pirati e si può partecipare con squadre di dieci persone ("ciurme") ad una caccia al tesoro.
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