L’arcipelago delle Pelagie è composto di tre isole: Lampedusa, Linosa e Lampione. Situate nel Mar d’Africa, non sono molto frequentate, ma offrono al turista mare pulito, sole e tranquillità.
LAMPEDUSA Lampedusa è la maggiore. Dista dalla Sicilia 210 km. Abitata nei tempi antichi dai Fenici, a cui seguirono i Greci e poi i Romani, è collegata via mare alla Sicilia con traghetti che raggiungono a giorni alterni Pantelleria, Traponi e Porto Empedocle. Un piccolo aeroporto permette collegamenti via aria con Roma, Palermo e Trapani. La costa meridionale, sabbiosa e degradante, offre spiagge e insenature incantevoli. La vegetazione è scarsa, ma a Lampedusa si producono fichi, carrube, uva e olive. La pesca è abbondante, l’aria pulita e tonificante. Alcune piccole strutture alberghiere assai caratteristiche, ristoranti che offrono una cucina siuciliana imparentata con quella araba, due distributori di carburante e supermercati ben riforniti rendono il soggiorno quanto mai piacevole e rilassante. La zona di mare intorno all’isola dei Conigli, riserva naturale, è vietata al transito, alla sosta e a qualunque altra attività esclusa la balneazione. Il porto, situato nella costa meridionale, presenta tre anse. Alle estremità di Cala Salina una ventina di posti sono riservati alle imbarcazioni da diporto.
LINOSA Dista 30 km da Lampedusa. Di origne vulcanica, ha tre crateri spenti e le sue coste sono frastagliate e ostili, a strapiombo sul mare.
Ma la popolazione è molto ospitale, le case colorate rendono il paesaggio vivace e accattivante, i fondali limpidissimi invogliano alla scoperta di una flora e di una fauna marine quanto mai varie e ricche.
LAMPIONE
E’ un faraglione disabitato, sede di un faro automatico, situato a nord-ovest di Lampedusa.
PANTELLERIA E’ situata nel canale di Sicilia, a 110 km dalla costa siciliana e 80 da quella tunisina. Isola di origine vulcanica, ha un clima caldo, temperato dai venti marini che spirano fortissimi e che le hanno guadagnato l’appellativo di Isola del Vento, mentre la lava di cui è costituita è all’origine del nome di “perla nera” Coste di lava nera si gettano infatti a picco nel mare, tra grotte e promontori, mentre le terrazze fertilissime permettono la produzione del “Passito di Pantelleria” e di uno spumante dal bouquet insolitamente delicato, il “Solimano”.
Par approdare alle sue coste bisogna percorrere 66 miglia di mare aperto, in una zona ventosa ideale per la vela, ma che richiede molta perizia e molta prudenza. Il porto principale, Porto Vecchio, adiacente al Porto Nuovo, è battuto dai venti di nord e nord-ovest. Gli ormeggi per gli yacht sono situati sul lato a nord-est del porto, vicino al distributore di carburante. Altri approdi all’isola si trovano a Scauri, sulla costa occidentale, o alle cale di Levante e Tramontana.
L’isola offre molti motivi per una visita o un soggiorno: le bellezze paesaggistiche della costa meridionale, con il faraglione di Cala Levante, che riproduce la testa di un elefante che immerge la proboscide nella’acqua, o quello che sembra una fiera che sta per ghermire la preda, o le sculture che si innalzano verso il cielo di Cimilla-Fram, l’aquila con le ali spiegate o l’orso che scruta il mare, o le sculture laviche naturali del museo Khaggiar.
E le rocce a forme geometriche che formano il Laghetto delle Ondine, e i giochi di luce nella galleria formata dal Corno d’Alga, a Mursia.
E poi ci sono le Favare, che emettono vapori bollenti, le acque termali per la cura di diverse potologie, e la famosa Grotta del Freddo”.
Chi giunge via mare rimane subito conquistato dalla ricchezza dei paesaggi, dallo splendore delle acque cristalline, dal verde intenso delle piante di cappero, dal profumo dei pini e della lavanda.
Ma anche la cucina ha qualche cosa da offrire ai visitatori:la terra di Pantelleria produce ancora oggi, come un tempo, tutto il necessario per una cucina tradizinale genuina e saporita.